Allenare le mente e le relazioni sociali con il Bridge

Undici studenti della scuola media Marmocchi hanno partecipato ai corsi e si sono sfidati alla fine delle lezioni

Torneo finale del progetto Bridge a scuola organizzato dall’Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi in collaborazione con il Centro Provinciale Istruzione Adulti “Sandro Pertini” e l’Associazione Siena Bridge

 

Promuovere e rafforzare le capacità di attenzione e di riflessione logica, apprendimento di un linguaggio convenzionale e di un codice di comunicazione, elemento di conquista della socialità, rispetto del compagno e degli avversari. Sono questi gli aspetti importanti del progetto Bridge a Scuola organizzato dall’Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi. Organizzato in collaborazione tra il Centro Provinciale Istruzione Adulti Cpia 1 “Sandro Pertini” di Poggibonsi e l’Associazione Siena Bridge, il corso è stato tenuto da Claudio Marini, insegnante del Cpia ed è stato seguito da 11 studenti del Comprensivo 1 che venerdì scorso hanno dato vita al torneo finale. Al primo posto si è classificata la coppia Angelica De Pietro Gaia Improta, seguite da Bianca Arenella, Matteo Orlandi, mentre al terzo posto si è piazzata la coppia Viola Gelli, Sara Biagiotti. Tre coppie molto brave tanto che le classifica finale mostrava lo scarto di un solo punto tra il primo e il terzo classificato.

«Parlare di un gioco di carte come di uno Sport può sembrare una esagerazione, ma non lo è per il Bridge, che è stato riconosciuto a tutti gli effetti uno Sport olimpico. È infatti inserito come disciplina sportiva nelle Olimpiadi degli Sport della mente, assieme a dama e scacchi», commenta il curatore dell’iniziativa Claudio Marini. «Il Bridge non è un gioco di carte, ma è un gioco con le carte. È un vero e proprio sport della mente, che consente di mantenerla giovane il più a lungo possibile, divertendosi un mondo. A questo gioco, considerato il più bello del mondo, sono in grado di partecipare giocatori di tutte le età e di tutte le culture. Ciò che occorre è una adeguata efficienza fisica, perché il bridge richiede capacità di concentrazione, combattività, prontezza di riflessi e resistenza. È un gioco davvero affascinante, logico, appassionante». Inoltre, aspetto importante, il bridge «è il gioco di coppia per eccellenza, perché tra i due compagni si crea un vero e proprio ponte ideale. Ed è un gioco che facilita molto la socializzazione, si esaltano valori come l’amicizia, l’aggregazione, la solidarietà, il fair-play».

Gli studenti che hanno partecipato al progetto sono Guya Scaringi, Claudio Rovini, Gloria Pucci, Matteo Orlandi, Vanessa Lapucci, Gaia Improta, Viola Gelli, Angelica De Pietro, Niccolò Ciappi, Sara Biagiotti, Bianca Arenella.