Contro il cyberbullissimo adesso c’è la legge

Anche minorenne, con almeno 14 anni, d’ora in poi potrà chiedere, senza l’intervento di un adulto, di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete al gestore del sito web o ai social network. E se non sarà cancellato entro 48 ore, potrà ricorrere al garante della privacy.

Si tratta di una delle principali novità previste dalla legge sul Cyberbullismo, approvata all’unanimità in via definitiva alla Camera dei Deputati e in vigore dal 18 giugno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. A dare il via alla legge era stata la morte di Carolina, una ragazza di 14 anni di Novara, che aveva scelto di farla finita dopo aver subita una violenza sessuale da parte del “branco” con i video postati in rete.

Entra per la prima volta nell’ordinamento la definizione legislativa di cyberbullismo. Bullismo telematico è ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori. Nonché la diffusione di contenuti online (anche relativi a un familiare) al preciso scopo di isolare il minore mediante un serio abuso, un attacco dannoso o la messa in ridicolo. Definito come cyberbullismo è anche diffondere contenuti online per isolare il minore tramite un attacco o un abuso.

La legge prevede anche il coinvolgimento dirette della scuola, tanto che in ogni istituto dovrà essere individuato un referente tra i professori per le iniziative contro il cyberbullismo, ed il preside dovrà informare subito le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo informatico.

Il provvedimento intende contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche.

Con la legge è stata estesa al cyberbullismo la procedura di ammonimento prevista in materia di stalking. In caso di condotte di ingiuria, diffamazione, minaccia e trattamento illecito di dati personali commessi mediante internet da minori con più di 14 anni nei confronti di altro minorenne, fino a quando non è proposta querela o non è presentata denuncia è applicabile la procedura di ammonimento da parte del questore. A tal fine il questore convoca il minore, insieme ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale; gli effetti dell’ammonimento cessano al compimento della maggiore età.