Scuola media Marmocchi premiata per le competenze digitali

Agli insegnanti Silvia Cortigiano e Leandro Palermo il primo premio del concorso nazionale Progetti Digitali per il video Tutte le mattine del mondo e il cartone animato Una come tante. Stamani a Firenze la cerimonia di consegna del riconoscimento

È davvero una scuola 2.0, la scuola media Marmocchi dell’Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi. Due classi della sezione B e la 3G hanno vinto il primo premio del concorso nazionaleProgetti Digitali” per la promozione delle competenze digitali tra gli studenti. Il riconoscimento è arrivato per il lavoro svolto dagli insegnanti Silvia Cortigiano e Leandro Palermo sul tema Rispetta le differenze. I lavori premiati sono Tutte le mattine del mondo, un video contro ogni forma di bullismo e di violenza, e Una come tante, cartone animato contro la discriminazione per l’aspetto fisico. Come spiega la professoressa di Italiano della sezione B, Silvia Cortigiano, «la nostra è una scuola aperta anche il pomeriggio per favorire la cooperazione tra studenti. L’utilizzo dei sistemi digitali è un modo per lavorare contro la dispersione scolastica, fenomeno che riguarda purtroppo anche le scuole del nostro territorio. Usiamo metodi alternativi di studio perché la scuola non è soltanto libri scolastici e nozionismo».

progetti digitali04Il premio. La cerimonia di premiazione del bando promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana e dall’Aica, associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico, si è svolta stamani a Firenze, presso l’aula magna dell’Istituto di Istruzione Superiore Leonardo da Vinci, alla presenza dei due docenti e di una rappresentanza degli alunni.

Il video per dire no al bullismo. «Il nostro video – spiega la professoressa Cortigiano – nasce insieme all’idea di dare vita all’interno dell’istituto, di uno spazio concreto, tangibile di memoria collettiva contro il bullismo. Tutto è partito dalla realizzazione di un albero di legno le cui foglie sono foglietti, post-it, lettere, con pensieri, riflessioni, atti di denuncia degli stessi studenti. Ognuno può appendere il proprio contributo all’albero, posizionato nell’atrio di ingresso della scuola proprio per essere presente ogni mattina. Perché come narra il video, noi ci siamo, giorno per giorno». L’albero di legno è una metafora «le radici, testimonianza di violenza privata, di anime lacerate nel silenzio, di vittime ferite dall’indifferenza. Le sue fronde, la denuncia, l’impegno civile, la consapevolezza di poter cambiare. Ogni foglia appesa è un grido di dolore che diventa speranza».

Tutte le mattine del mondo

Un percorso di frasi per isolare la violenza. Dall’albero parte un percorso delimitato da un nastro blu intervallato da frasi sulla cittadinanza attiva e sul rispetto della persona. «Il percorso parte per costruire insieme, giorno per giorno, la consapevolezza del rispetto» e conduce ad un vero ulivo, icona di pace e di vita, piantato nel giardino della scuola. «Il percorso è il nostro atto concreto contro la violenza. Un percorso attraverso il quale la sofferenza privata diventi memoria collettiva. La memoria è un’emozione su cui crescere insieme. Per fermarsi. Per riflettere. Per diventare cittadini attivi».

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Convivenza tra tradizione e tecnologia. Classe 2.0 e rete internet, condivisione nel cloud, flipped classroom, tablet. Ma anche profumo delle pagine dei libri stampati. Sono i due mondi che convivono nella scuola media Marmocchi dove ogni anno cresce il numero di genitori che iscrivono i propri figli alle classi 2.0 tanto che non sempre tutte le richieste riescono ad essere esaudite. «Le nostre – spiega la professoressa Cortigiano – sono classi con un metodo ibrido. Quest’anno, dopo quattro anni di sperimentazione, l’esperienza è entrata a regime, tutti i ragazzi di prima hanno scaricato i testi in quello che viene chiamato zaino digitale e tutto sta dentro il tablet». Gli studenti lavorano sui tablet, «anche se i libri ci sono ma rimangono a casa, vengono impiegate app didattico educative grazie alle quali docenti e alunni possono condividere materiali». Se durante le verifiche in classe non si rinuncia a foglio e penna, «si applicano metodi nuovi come la classe capovolta, flipped classroom, con cui i ragazzi apprendono i maniera autonoma a casa con i mezzi informatici e in classe riportano la loro esperienza che viene utilizzata da noi insegnanti per la lezione», spiega Cortigiano. A questo, si affiancano «lezioni di coding in cui i ragazzi imparano a muoversi nel mondo della programmazione e a dialogare con il computer».

Economia circolare per dare una speranza al futuro dei ragazzi

C’è la storia di un cestino triste perché dentro di lui ci finiva ogni genere di rifiuti e c’è la favola di Rifiutilandia, la città senza abitanti dove i palazzi e le strade sono soltanto cumuli di rifiuti indifferenziati. Ma come in tutte le favole, il finale è lieto perché tutti vissero felici e riciclati. E c’è anche Sing for Climate, la canzone per fermare i cambiamenti climatici e avere un futuro migliore. Sono le elaborazioni dei ragazzi della 1B della scuola media Marmocchi che con la professoressa Silvia Cortigiano hanno aderito a Progetto Memoria, Percorso di Educazione Ambientale “Rifiuti: vietato buttare”, iniziativa della Spi Cgil di Poggibonsi in collaborazione con Sei Toscana. Come ha evidenziato Rosanna Bottari, curatrice del progetto, nell’evento finale che si è tenuto nella sala della Pubblica Assistenza di Poggibonsi, «abbiamo affrontato il tema dei rifiuti, profondamente collegato con il progetto sulla biodiversità dello scorso anno, con un percorso nel quale i nonni hanno raccontato come venivano prodotti e smaltiti i rifiuti quando loro erano giovani». Bottari ha sottolineato quanto sia importante «maggiormente tutti, giovani e adulti, per tutelare il nostro pianeta e i nostri ecosistemi».

Il racconto dei nonni: quando gli scarti finivano nella concimaia. Nel loro percorso con i nonni, Anna Calosi e Mario Lapini, gli studenti hanno capito quanto sia fondamentale oggi non tanto smaltire bene i rifiuti, quanto soprattutto cercare di produrne meno possibile. «Abbiamo visto che quando i nonni erano piccoli – commenta la professoressa Silvia Cortigiano – esistevano, per esempio, le concimaie dove finivano gli scarti, che non chiamerei rifiuti, per diventare concime. Ai quei tempi molto era basato su quella che viene definita economia circolare, si prendeva dalla terra, si ridava alla terra. Ed a questo modello che oggi dobbiamo fare riferimento e cercare di tendere».

Sapone fatto in casa e piccola concimaia. Proprio in questa ottica di recupero e di economia circolare, i ragazzi della 1B e la loro professoressa hanno realizzato, con prodotti di facile reperibilità, pastiglie di detersivo per lavatrice e, sempre in pastiglie, un detergente per la pulizia del water. Inoltre all’interno del giardino della scuola, dove è già stato ricavato anche un orto, hanno dato vita ad una compostiera dove finiscono sfalci dell’orto e piccoli rifiuti organici delle colazioni degli studenti.

Un progetto lungo un anno. Il percorso sulla sensibilizzazione sui rifiuti, come quello dello scorso anno sulla biodiversità, ha coinvolto anche la 2E della scuola media Marmocchi (con la 1B fanno parte dell’Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi) che con la professoressa Serena Marzi hanno elaborato una lettura dal libro Marcovaldo di Italo Calvino.

Premiati per la sensibilità ambientale. Il progetto prevedeva anche un concorso per il miglior disegno sul riciclo dei rifiuti. Ai vincitori sono stati premiati con una chiavetta per pc e un buono l’acquisto di libri. A tutti gli altri studenti la Spi Cgil ha fatto omaggio di un borraccia ecologica.

I curatori del progetto. L’iniziativa e il progetto hanno visto la partecipazione del segretario della Spi Cgil, Gianfranco Maroni, di Fiorella Cilemmi, Vanna Belardi, Elio Bettini, Renzo Lazzerini, Raffaele Gruosso, Gino Pertici, Anita Salvestrini, Anna Calosi, Mario Lapini, Bruno Bruni, Mauro Minghi e Maddalena Zuddas.

Mi racconti…la tua cooperativa?” Primo premio ai ragazzi della scuola media Marmocchi di Poggibonsi, inventori di giochi in scatola contro mafia, bullismo e violenza sulle donne

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Giochi in scatola ideati e realizzati dai ragazzi e destinati ai ragazzi per affrontare questioni complesse “con un gioco ma non per gioco”. E’ il lavoro dell’impresa cooperativa simulata Officina Marmocchi, portato avanti dai ragazzi della scuola media Marmocchi dell’Istituto comprensivo 1 di Poggibonsi (Siena).

Le loro creazioni si chiamano “Mafialt”, che affronta la piaga della mafia, “Dirittiamo” sull’eguaglianza di genere e “Non chiudere un occhio” sulla violenza di genere. Ma ci sono anche “Perché tu vali” contro il bullismo, “Sicuropoli” per insegnare l’educazione stradale e ambientale. Molti dei giochi sono realizzati sulla struttura del gioco dell’oca, disegnati a mano, per imparare e riflettere.

I giochi nascono come prototipi. «C’è tanta arte, tanto materiale fatto con le mani. Personalmente ci tengo a che i ragazzi adoperino le mani», commenta la professoressa Marina Cesani.

Il racconto del lavoro di “Officina Marmocchi” ha vinto il primo premio del concorso “Mi racconti…la tua cooperativa?”, promosso da Confcooperative Toscana, Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo, in collaborazione con lUfficio Scolastico Regionaleper la Toscana, nell’ambito del progetto Toscana 2020-Coop Work In Class che diffonde la cultura cooperativa nelle scuole e incoraggia i ragazzi a realizzare concrete esperienze di alternanza scuola lavoro.

La cooperativa nasce anche per fare impresa. «Cercavamo un modo per portare questi giochi fuori dalla scuola, per poterli vendere e costruire nuovi giuochi», spiega la professoressa Silvia Cortigiano.

L’invito alle classi delle scuole elementari e medie toscane era quello di riflettere sul tema della  “cittadinanza attiva” e sui principi della cooperazione; i ragazzi sono stati invitati a raccontare un lavoro fatto insieme in vista di un risultato comune anche come impresa cooperativa simulata (ICS) o associazione cooperativa scolastica (ACS), in favore della propria scuola, del proprio quartiere, della propria città.

Gli studenti hanno presentato dei componimenti scritti utilizzando alcune espressioni chiave come cooperazione, comunità, l’unione fa la forza, talento, responsabilità, difficoltà. In palio, per gli autori dei tre migliori componimenti, buoni per l’acquisto di libri e cancelleria.

In alcuni casi i ragazzi hanno messo in risalto l’attività d’impresa, in altri casi la complessità delle dinamiche decisionali. I piccoli “cooperatori” hanno dimostrato di essere “grandi” nelle attività che portano avanti come il concerto in onore di Puccini a Mutigliano, l’attività di raccolta differenziata e la biblioteca scolastica a Viareggio, i giornalini scolastici in Garfagnana, gli spettacoli a favore di associazioni e animazione per i più piccoli a Quarrata, i mercatini artigianali in collaborazione con altri istituti a Barga, le esperienze nello sport o nell’ambito delle scienze dove si sperimenta la forza del fare squadra a Lucca e a Prato.

Sul podio oltre ai ragazzi della prima B della scuola media Marmocchi sono saliti, al secondo posto, i ragazzi delle classi quarta e quinta della scuola primaria plesso Pieve San Lorenzo dell’istituto comprensivo Piazza del Serchio (Lucca), con il testo relativo alla loro ACS  “Il terreno dei bambini”, al terzo posto la classe quinta della scuola primaria Santa Teresa del Bambino Gesù di Montelupo Fiorentino (Firenze) con il racconto “Insieme è più bello”. Menzione speciale fuori concorso per l’originalità e la creatività è andata alla quinta della scuola primaria Piazza del Serchio del medesimo Comprensivo che ha presentato al concorso le attività dell’ACS “Armonia, compagnia e solidarietà”.

«E’ sempre interessante ascoltare dalla voce dei giovani finalisti e dei partecipanti al nostro bando il racconto dello ‘slalom’, come lo abbiamo definito, tra cooperazione, talento e responsabilità che prende forma nelle scuole toscana che lavorano con il progetto Toscana 2020 – commenta Claudia Fiaschi, presidente di Confcooperative Toscana –  La premiazione è stata anche l’occasione per dare visibilità a un progetto interessante come quello dell’Officina Marmocchi e di dare una testimonianza a dirigenti, professori e studenti di come può essere importante fin dalle primarie affrontare la tematica della cooperazione come strumento per dare gambe a sogni e talenti. I ragazzi hanno potuto parlare da pari a pari, i messaggi siamo certi, arrivano in questo modo più chiaramente a destinazione».

Passione per la geometria, Minetto terzo nazionale a Geometriko

Gabriele Minetto

La geometria e la matematica sono una vera passione. Tre studenti, Gabriele Minetto (3B), Eleonora Profeti (2B) e Alessandro Zazzeri (3B) della scuola media Marmocchi, Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi, hanno riscosso ottimi risultati a livello nazionale al concorso Geometriko le cui fasi finali si sono svolte a Otranto (Le). Gabriele Minetto della 3B si è guadagnato la terza posizione ed è stato premiato con la medaglia di bronzo. La scuola ha visto anche la partecipazione di Eleonora Profeti (2B) e Alessandro Zazzeri (3B) che hanno portato lustro a tutto il Comprensivo in un torneo a livello nazionale che ha visto la partecipazione di ben 144 studenti.

Alessandro Zazzeri, Gabriele Minetto, Eleonora Profeti

Il gioco. «Geometriko – spiegano le insegnanti di Matematica della scuola media, Lucia Fazzino e Antonella Castellini coordinatrici a livello regionale, che hanno seguito e accompagnato i ragazzi in tutte le fasi fino alle finali – è un progetto e un gioco didattico che nasce proprio dall’idea di fornire a insegnanti, genitori e studenti di diverse età uno strumento per acquisire e consolidare l’apprendimento della geometria piana, in particolare dei quadrilateri. E allo stesso tempo divertirsi in modo attivo, significativo e dinamico». Oltre a “sapere” di geometria, per vincere al gioco occorre cercare strategia vincenti, saper motivare le risposte e, come sempre nei giochi, serve un po’ di fortuna. «La scuola ha deciso di aderire a questo torneo fin dalla sua prima edizione, adesso siamo alla quarta – continuano – e ha accettato la sfida della novità, perché le insegnanti hanno compreso le opportunità che questo gioco offre, non solo dal punto di vista matematico, ma anche come opportunità per formare le giovani generazioni per il presente che vivono e per le sfide del futuro».

La partecipazione. Il progetto ha visto il coinvolgimento della classi della scuola media del Comprensivo che si sono sfidate in un vero e proprio torneo strutturato in varie fasi, dalle eliminatorie fino alla finale.

la delegazione toscana

La finale. Emozionante l’ultima fase che si è svolta nei giorni scorsi a Otranto (Le). «La finale – raccontano ha dopo tre partite, ha visto accedere alla finalissima il nostro Gabriele Minetto che ha sfidato gli altri finalisti e si è classificato, poi, ottimo terzo a livello nazionale». Un traguardo che lo porta, di fatto, ad essere campione regionale e ad avere garantita di diritto la partecipazione all’edizione del prossimo anno.

Pensiero locale per un mondo globale, 1B premiata da Conad

Premio Conad per gli studenti della 1B della scuola media Marmocchi che con la professoressa Silvia Cortigiano hanno partecipato al Concorso Cronisti in Classe 2019 indetto dal quotidiano La Nazione. Ai ragazzi è andato un personal computer portatile per l’ articolo dal titolo Elogio della lentezza, saper aspettare per assaporare e rispettare la Natura Glocal, pensare locale per un mondo globale

Questo il testo

Viviamo nell’epoca del tutto e del subito. Mangiamo le fragole in dicembre e le castagne in agosto. Lo stomaco ringrazia, il palato un po’ meno e l’ambiente si ribella. Forse è il momento di fermarsi e pensare. Oggi non c’è più il “rito” e l’attesa di poter assaporare un frutto nella giusta stagione. Stagionalità è sinonimo di ritualità e, come si legge nel Il Piccolo Principe: «Ci vogliono i riti per fare un giorno diverso dagli altri giorni». Ogni cosa a suo tempo, direbbero i nonni che  hanno collaborato al progetto Orto ad Arte. Nel cortile interno del plesso Marmocchi, gli studenti hanno sperimentato l’arte di coltivare la terra. Giorno per giorno hanno imparato ad avere pazienza, a saper aspettare, a prendersi cura delle zucchine, della salvia, degli spinaci, dei baccelli e della madre terra. È stato scoperto come la verdura di stagione abbia un gusto più intenso e gradevole. Sia più buona. I prodotti locali, quelli di stagione, quelli della filiera corta fanno bene all’ambiente perché si riducono lo spreco di energia, l’inquinamento per il trasporto delle merci, le confezioni per l’imballaggio. Fanno meglio alla salute delle persone perché non contenendo conservanti e additivi sono genuini e sani. Sono ancora più buoni se sono Dop, Igp o addirittura biologici. I prodotti tipici di un territorio, le tradizioni e le culture locali sono risorse da valorizzare anche mediante i social network in modo da diffondere nel mondo il sano stile nutritivo della nostra dieta. Si creano così anche nuovi posti di lavoro e il glocalismo può diventare il nuovo modo di fare economia.

I valori della Liberazione nei lavori dei ragazzi della scuola media Marmocchi

Jacopo Morelli si è aggiudicato il primo premio al concorso “Come vedo il 25 aprile”, con la poesia Apro la porta nella quale interiorizza la morte dovuta ai bombardamenti di una guerra senza tempo. Riconoscimenti anche per i lavori di Simone Ciarlone e di Giulio Bartalini

Settantaquattro anni non sono passati invano e i valori della Liberazione e il senso del 25 Aprile sono ancora ben vivi e presenti nelle coscienze dei ragazzi della scuola media che quei momenti li hanno vissuti soltanto sui libri attraverso le pagine di Storia. Come lo sono per Jacopo Morelli, studente della 3B della scuola media Marmocchi dell’Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi. Morelli si è aggiudicato il primo premio della “sezione letteraria” dell’undicesima edizione del Concorso “Come vedo il 25 aprile”, rivolto a studenti delle scuole superiori, delle terze classi delle medie e giovani Anpi e promosso dai Comuni di Castelfiorentino, Poggibonsi e San Gimignano. Jacopo Morelli si è aggiudicato il premio con la poesia Apro la porta nella quale lo studente di tredici anni interiorizza la morte dovuta ai bombardamenti di una guerra senza tempo dove l’anima va in frantumi come i vetri delle finestre in una abitazione piena soltanto di corpi senza vita. Vedo corpi distesi come un tappeto / un tappeto di tristezza. / Li osservo e vedo la mia famiglia. / Finestre rotte come la mia anima. / Il sole sorge e rende onore ai defunti.

«In terza dedichiamo molto tempo a capire il significato del secolo scorso caratterizzato da due guerre mondiali e dagli orrori provocati dal Nazismo e dal Fascismo. Un percorso dove la Storia viene interpretata dalla sensibilità di ciascun ragazzo», commenta Silvia Cortigiano, insegnante di Italiano della classe di Jacopo Morelli. E le riflessioni della 3B sono il filo conduttore del concorso valdelsano. Concorso che è una occasione per riflettere sulla Storia italiana e sul 25 Aprile e per ricordare con le parole di chi la Storia di quel periodo l’ha fatta in prima persona. Come Mauro Montanelli, testimone del cannoneggiamento di Quercecchio a Castelfiorentino avvenuto il 26 luglio 1944. Montanelli, 88 anni, ha ricordato come vide morire sei sui parenti, tra cui un cugino di sette anni, in seguito al passaggio del fronte.

Oltre al primo premio di Jacopo Morelli, la 3B ha ottenuto riconoscimenti anche per i lavori di Simone Ciarlone e di Giulio Bartalini

Per l’assessore Susanna Salvadori si tratta di «un importante riconoscimento nell’ambito di un bel concorso perché alla base c’è la volontà di sollecitare i più giovani a riflettere sulla storia e su una data importantissima per la nostra comunità democratica, egualitaria e libera». Per questo, conclude Salvadori, va «un plauso a tutti gli studenti e a tutte le scuole che hanno partecipato. Un bravo in particolare ai nostri studenti per il primo premio e le menzioni ricevute. Un risultato frutto del lavoro portato avanti dagli insegnanti e dalla scuola e che rappresenta una bella soddisfazione per tutta la nostra città».

La poesia di Jacopo Morelli

Apro la porta.

Silenzio profondo.

Scricchiolio del pavimento.

Faccio un passo nell’inferno.

Una bomba era caduta vicino alla casa.

Polvere.

Vedo corpi distesi come un tappeto,

un tappeto di tristezza.

Li osservo e vedo la mia famiglia.

Finestre rotte

come la mia anima.

Il sole sorge e rende onore ai defunti.

Mi avvicino.

Vedo la faccia di uno di loro,

lo conosco.

Mi guarda quasi impaurito,

come se si volesse nascondere.

Ma in quel corpo c’è solo immaginazione.

 

il video della premiazione

Non solo libri, gli studenti della Marmocchi si affidano alla cooperativa per crescere

Cooperare. È la strada scelta dalla 1B della scuola media “Marmocchi” (Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi) per provare a immaginare il futuro come cittadini. E stamani (18 marzo) è stato firmato l’atto costitutivo della cooperativa simulata Officina Marmocchi, un’impresa per una simulazione reale dei valori e dei principi cooperativi che nasce all’interno di Confcooperative Toscana con il supporto della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo. Alla firma erano presenti, oltre al consiglio di amministrazione della cooperativa, anche la professoressa Silvia Cortigiano, tutore dell’iniziativa, Tina Lorusso di Confcooperative Toscana, Antonio Fusi di Chiantibanca, la dirigente scolastica Manuela Becattelli e molti genitori.

Come ha spiegato Silvia Cortigiano, «L’intento è realizzare giochi, produrre e vendere manufatti educativo-didattici nati dalle idee degli studenti che realizzano anche il prototipo prima di avviare la produzione su ampia scala». Ogni studente ha un ruolo con compiti e doveri precisi come accade agli adulti nel mondo del lavoro. «Anche se “piccoli” – continua la professoressa – è importante sapere cosa significhi lavorare, ma soprattutto cosa significhi collaborare anche quando ci sono pensieri differenti e opinioni contrastanti». La cooperativa «mette da parte differenze personali, egoismi, incomprensioni, diversità caratteriali, sociali e culturali, punti di vista divergenti che diventano elementi di forza per costruire una visione d’insieme con un comune obiettivo: il rispetto reciproco» per una crescita del singolo e della collettività. «Ogni rischio – sottolinea Cortigiano – può diventare l’opportunità per crescere. Con questa iniziativa vogliamo combattere la dispersione scolastica».

Per la dirigente, Manuela Becattelli: «Si tratta di un bell’esempio per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro. Una iniziativa importante nell’ottica di preparare gli studenti nella preparazione all’imprenditorialità».

Perché una cooperativa in classe. Officina Marmocchi è una cooperativa, che seppur simulata, funziona come una vera cooperativa «dove noi 26 compagni di classe, siamo tutti quanti soci», spiega la giovane presidente Silvia Clemente. «Negli incontri con Tina Lorusso di Confcooperative Toscana, ci sono stati spiegati scopi, funzionamento, finalità di una cooperativa. Durante l’assemblea dei soci abbiamo provveduto ad eleggere il consiglio di amministrazione, con le cariche di presidente, vicepresidente, tesoriere, segretario e consiglieri oltre ai documentaristi e al sindaco revisore. Abbiamo anche realizzato il marchio, scelto il nome e trovato slogan: Officina Marmocchi giochi per la mente, così imparare sarà divertente». L’idea su cui si basa l’iniziativa è quella «di far studiare i bambini in modo divertente senza l’assillo delle lezioni in classe e l’incubo del compiti a casa. Pensiamo che poter imparare attraverso un gioco da tavolo, sia possibile».

26 soci, ma tutti possono contribuire. Fondi con il mercatino dell’usato e di Natale. Officina Marmocchi nasce con un capitale sociale iniziale di 13 euro «dal momento che ognuno di noi ha versato una quota di 50 centesimi. È una base per partire, ma per mettere in pratica il nostro sogno abbiamo necessità di altri fondi. Per questo siamo aperti all’ingresso di soci sostenitori, di tutti coloro che vorranno farci sentire la propria partecipazione al nostro progetto», continua Clemente. Ma «siamo aperti alle idee di tutti per incrementare i fondi a nostra disposizione. Pensiamo di intraprendere iniziative come un mercatino dell’usato dove vendere i nostri vecchi giochi che non usiamo più e il cui ricavato andrà per l’acquisto del materiale necessario all’attività dell’Officina Marmocchi. E pensiamo anche di presentare tutti i nostri giochi realizzati durante una iniziativa a scuola da trasformare in mercatino di Natale».

I giochi per imparare a crescere: dal bullismo ai diritti delle donne, alla grammatica. Ogni gioco ha un significato diverso e nasce per uno scopo preciso, di valore sociale, di responsabilità civile, di apprendimento della lingua italiana. C’è Mafialt per fanno capire l’importanza di combattere la mafia, e Sbolla Le Bolle Del Bullo, dove il bullismo si sconfigge con un gioco, ma non per gioco. E anche Tutti Pazzi Per Il Clima dove le buone pratiche ambientali e le cattive abitudini non sono soltanto domande, ma anche risposte. E poi Paroliamo dove in gioco c’è l’apprendimento della grammatica e della lingua italiana e Sicuropoli sul corretto comportamento da tenere a scuola e fuori, Non Chiudere Un Occhio, contro la violenza di genere, quella che distrugge le donne nel silenzio. E per il futuro sono in arrivo App didattiche e istruttive.

Fanno parte della cooperativa

Adele BARTALINI,  Matteo BOCCI, Enrico BUSINI, Chiara CAPEZZUOLI, Matilde CAPURSO, Alice CERSOSIMO, Svetlana CINI, Silvia CLEMENTE, Gabriele CONTI, Samuele CORREALE, Martina D’ALESSANDRO, Elena D’AMBROSIO, Lorenzo FRATI, Manuel GABRIELE, Iman HAMIS, Elisabetta MARTELLI, Niccolò MARZINI, Alessandro MONASTA, Riccardo MONESI, Ines MORASSUT, Marieme NDAO, Immacolata PALUMBO, MariaChiara PAPACCIOLI, Edit QEHAJAJ, Samantha SANTONI, Eva TOGNAZZI

L’ARTE DI CRESCERE TRA I BANCHI

«Non dovete pensare alla scuola come a un lavoro forzato. Nessuno si sogna di costringervi a stare seduti dietro a un banco se siete stanchi, sfiniti». Parole di ministro dell’Istruzione. Marco Bussetti si confessa in una lunga intervista agli studenti-reporter della 1B, coordinati dalla professoressa Silvia Cortigiano, della scuola media “Marmocchi” del Comprensivo 1.

Qual è il suo ricordo più bello di studente delle medie?

Sceglierne soltanto uno è complicato. Gli anni delle medie sono importanti perché rappresentano una fase di passaggio: il primo anno si è ancora bambini, dopo l’esame ci si scopre adolescenti. E questo periodo, proprio per la sua natura, è tutto un avvicendarsi di esperienze stimolanti ed entusiasmanti. Ma anche di sensazioni nuove, di scoperte che non sempre sappiamo come gestire. Se proprio devo cristallizzare nella mia memoria un ricordo bello posso dire il suono della campanella a settembre. Quando dopo le vacanze ci si incontrava con i compagni e ci si raccontava come avevamo trascorso le vacanze. Ed eravamo felici perché carichi di entusiasmo. Ma anche contenti di rivederci. Credo che la scuola sia non solo il luogo deputato all’apprendimento, ma anche uno straordinario spazio di incontro, di amicizia. Entrambi gli aspetti sono fondamentali per una crescita sana. E poi non posso che ricordare con gratitudine e stima gli insegnanti che mi hanno guidato nel corso degli studi. La maestra delle elementari, Nicolina, ancora oggi continua a seguirmi. L’ho voluta con me persino all’inaugurazione di questo anno scolastico all’Isola d’Elba.

 e quello più brutto?

Brutto per quell’età? Il momento prima che cominciasse un compito in classe o un’interrogazione. La paura di non saper rispondere a qualche domanda. Ma era una sensazione che durava poco. Le verifiche sono occasioni per dimostrare cosa si è imparato, sono dei momenti per mettersi alla prova e valutare se si sta facendo bene o male. Non deve importare tanto il voto, ma come abbiamo studiato e cosa è rimasto in testa. Perché alla fine da grandi i voti non servono. Contano le conoscenze e le competenze. Che sono strumenti per vivere con protagonismo nella società. Per essere liberi.

Come è cambiata la scuola da quando lei era studente ad oggi che la vive come Ministro?

Tantissimo. Dalle cose più basilari, come l’arredamento di un’aula, fino a questioni più rilevanti che riguardano la didattica e il modo in cui i vostri insegnanti vi formano e vi educano. Potrei dirvi che nella mia classe c’era la lavagna di ardesia e scrivevamo imbrattandoci le mani di gesso. Oggi voi avete le Lim e dotazioni tecnologiche che quando ero studente io non immaginavo neanche potessero diventare parte del corredo scolastico. Semplicemente non esistevano. La nostra società in questi decenni è molto cambiata, è stata attraversata da trasformazioni veloci e radicali. E la scuola deve fare lo stesso per aiutarvi a capire cosa succede intorno a voi, per darvi strumenti per governare le mutazioni in atto. Deve cambiare un po’ pelle per far sì che possiate realizzare i vostri sogni, che sono diversi da quelli che poteva avere un vostro coetaneo 40 anni fa. Ma un punto deve rimanere fermo: va bene rivedere una certa impostazione e le metodologie didattiche, ma non deve mai mancare la qualità. E l’amore. Per lo studio, per l’approfondimento, per il lavoro che si fa nei nostri istituti.

È possibile avere scuole più attente all’ambiente come, ad esempio, avere sensori per regolare il riscaldamento?

Non solo è possibile. È necessario. E sono contento mi rivolgiate questa domanda. Perché vuol dire che andate a scuola non solo per imparare nozioni, per apprendere conoscenze. Ma anche per abituarvi a seguire corretti stili di vita. L’educazione ambientale è una delle mie priorità. Proprio qualche settimana fa ho firmato un protocollo con il Ministro Sergio Costa per predisporre attività di sensibilizzazione su questo tema. Una delle azioni previste riguarda proprio gli edifici scolastici: vogliamo qualificarli nel rispetto della sostenibilità ambientale e di una migliore efficienza energetica. È chiaro che voi siete investiti di una missione: dovete essere bravi a replicare queste buone pratiche anche a casa e negli altri luoghi in cui trascorrete la giornata. Noi vogliamo costruire per voi scuole sicure e rispettose dell’ambiente, voi dovete aiutarci a estendere questa attenzione. È così che possiamo salvare il nostro Pianeta. Tutti insieme e facendo ciascuno la propria parte.

Noi siamo una classe 2.0. Sarà mai possibile avere una scuola tutta 2.0  con wi-fi, prese per la corrente, lim?

Innanzitutto, vi faccio i miei complimenti. La vostra classe è un esempio di buona pratica che vorremmo estendere a tutto il territorio nazionale. Stiamo lavorando infatti proprio per questo. Vogliamo una scuola smart che vi prepari adeguatamente al futuro. Che sfrutti la tecnologia come alleata per favorire l’apprendimento. Nei vostri istituti,  guidati dai vostri insegnanti, dovete avere la possibilità di imparare a usare dispositivi come smartphone e tablet che fanno parte della vostra quotidianità in maniera corretta e a scopo didattico. Dovete sviluppare quelle “soft skills” che vi aiuteranno a governare i cambiamenti, magari anche ad anticiparli.

Noi abbiamo ancora i banchi tradizionali. Ma ci piacerebbero banchi  colorati e  attrezzature adatte alle classi 2.0. Si potranno mai avere?

Si devono e si possono sempre migliorare le condizioni degli spazi educativi e di apprendimento. E adeguare via via la scuola ai nuovi tempi. Come MIUR facciamo importanti investimenti in tal senso. È un processo graduale, chiaramente. Non vogliamo fare false promesse, non abbiamo la bacchetta magica. Ma voi avete anche la possibilità di personalizzare la vostra classe, renderla più “a misura” vostra. Dovete sentirvi a casa quando varcate il portone di scuola. E a casa ci si sente a proprio agio, sicuri e protetti. Noi faremo del nostro meglio. Ma per creare la giusta atmosfera di stimolo e serenità il vostro contributo è determinante.

Ci piace pensare ad una scuola con tanto giardino. Si possono avere scuole così?

Perché no. Non ci sono limiti. L’istituto che frequentate, come tutti gli altri qui in Italia, ha un “potere” che si chiama autonomia scolastica. Questo vuol dire che dirigente scolastico, insegnanti e tutto il personale lavorano per costruire una scuola e un’offerta formativa in linea con le vostre necessità e con le caratteristiche del territorio in cui vi trovate. Fate bene a esprimere i vostri desideri e le vostre esigenze.

Pensiamo ad una diversa distribuzione delle vacanze, che non

siano soltanto d’estate, ma anche durante il resto dell’anno. È possibile rivedere la distribuzione?

Il calendario scolastico risponde a delle regole che non sono però delle imposizioni o degli obblighi nei vostri confronti. Servono a farvi studiare al meglio, ad alternare periodi di apprendimento con momenti di riposo. Pensate cosa sarebbe stravolgere il piano di vacanze e magari tornare dietro ai banchi a luglio e agosto con il caldo che affatica. C’è sempre una ragione dietro le regole: servono a vivere tutti insieme bene, a migliorarci l’esistenza.

Lei ha detto di non dare i compiti per le vacanze. Può davvero convincere i professori?

Io ho dato un mio suggerimento e sono sicuro che i vostri docenti lo prenderanno in considerazione. Attenzione: questo non vuol dire che voglio che poltriate dalla mattina alla sera durante le vacanze. Dovete sfruttare questo tempo per stare in famiglia, per incontrare i vostri amici. Per fare esperienze diverse: andare al cinema, al teatro, a un museo. Le attività culturali hanno diverse forme, non necessariamente bisogna stare sempre e solo chini sui libri per imparare. Ma bisogna essere curiosi. Avere sete di conoscenza.

Ci piace pensare ad una scuola con più intervalli, più pause durante la giornata. Si potrà mai realizzare?

Non dovete pensare alla scuola come a un lavoro forzato. Nessuno si sogna di costringervi a stare seduti dietro a un banco se siete stanchi, sfiniti. Anche perché in quelle condizioni non siete neanche in grado di apprendere. L’insegnamento non è efficace. L’organizzazione della giornata scolastica è pensata per tenere in equilibrio le esigenze didattiche con i momenti di riposo vostri e degli insegnanti. Ma, in ogni caso, gli istituti hanno una propria autonomia nell’organizzare i quadri orari e i relativi momenti di stacco.

questo il pdf della lettera inviata dal ministro Bussetti alla classe e alla scuola 

 Saluto Ragazzi

Due studentesse della Marmocchi segnalate al premio Luzi

I colori di Chiara Capezzuoli e Dentro la trincea del mio cuore di Deizi Sinani sono le due poesie che sono state segnalate al premio giovanile “Firenze per Mario Luzi“. Le due studentesse della scuola media Marmocchi (Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi) frequentano rispettivamente la 1B e 3B ed entrambe hanno come insegnante di Italiano la professoressa Silvia Cortigiano; è stata lei a selezionare i lavori da inviare al concorso che ha dato lustro alle due ragazzine. «Chiara e Deizi hanno mostrato tutta la loro passione per la scrittura e per la poesia, una passione sicuramente coltivata a casa e che trova spazio nel lavoro quotidiano svolto in classe. Il risultato delle due ragazze ci rende tutti quanti orgogliosi visto il prestigio del premio e del poeta a cui è dedicato».

Dentro la trincea del mio cuore di Deizi Sinani è un grido disperato contro la guerra di un soldato colpito a morte: «[…] Ma ancora resisto, anche se mi duole continuare a soffrire. / Silenzio. / […] Arrivo mamma. / Arrivo. / Muoio. / Eppure ho vinto». I Colori di Chiara Capezzuoli è invece, un inno alla solidarietà. «Allora hai deciso qual è il tuo preferito? / Ora lo so / Il più bello è l’arcobaleno / Un insieme di colori / Che stanno insieme in cielo».

La premiazione dei vincitori è avvenuta il 28 febbraio, data della scomparsa di Mario Luzi avvenuta quattordici anni fa, ed è stato un vero successo di partecipazione con tanti studenti di tutta la Toscana: circa quattrocento testi inviati a concorrere che, considerata la loro qualità, hanno fortemente impegnato la giuria nel giudicare e nel selezionare. Come dicono gli organizzatori, classifiche a parte, tutti coloro che hanno partecipato a questa gara hanno vinto.

Il premio è giunto alla ottava edizione e la poesia è tornata a farsi ancora una volta, come Mario Luzi diceva, “sogno e risveglio”: stupore, espressione, riflessione, scoperta del mondo e bisogno di comunicare agli altri quella scoperta; un misto esaltante di sensazioni e pensieri,  un intreccio incandescente di immagini e musica.

 

Le due poesie

 

I colori

I colori sono tanti

Qual è il tuo preferito?

Il giallo come il sole

È bello e splendente

Ma il rosso focolare

È caldo e incandescente.

C’è il rosa

Come il viso

Il bianco

Come il riso.

L’azzurro come il cielo

Il verde come il prato.

Allora hai deciso qual è il tuo preferito?

Ora lo so

Il più bello è l’arcobaleno

Un insieme di colori

Che stanno insieme in cielo.

 

Dentro la trincea del mio cuore

Piave, ottobre 1917

Cado

a terra stremato

un assordante fischio nelle orecchie.

Poi

un ultimo  affanno

mi porta allo stremo.

Ancora resisto, 

anche se mi duole

 continuar a soffrire.

Silenzio.

Ancora vedo,

Vedo un uomo correre,

forse alleato,

 forse nemico,

ma non mi interessa.

                    

Un ultimo sguardo al cielo

e a mia madre che m’aspetta.

 

Il fucile

vicino al viso,

la bomba

nell’anima dilaniata.

Arrivo mamma.

Arrivo.

Muoio

Eppure ho vinto

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Premiate le eccellenze scolastiche del Comprensivo 1

Cerimonia di premiazione per le eccellenze scolastiche dell’Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi. Sono stati 25, gli studenti è premiati per gli Ottimi risultati raggiunti all’esame di licenza media dagli allievi delle medie Marmocchi di Poggibonsi e quelli di Staggia Senese. Ben 22 i nove, due i dieci e un dieci e lode. Bellissimi voti che meritano di essere premiati. Soddisfatta la dirigente, Manuela Becattelli che si è congratulata con i ragazzi e ha sottolineato come «la scuola ci tenga a valorizzare le eccellenze, per questo ci teniamo a valorizzare e premiare i ragazzi che si impegnano, senza però mai trascurare nessuno». In particolare, ha evidenziato la dirigente, «ho personalmente assistito agli esami e sono rimasta molto soddisfatta della preparazione in generale degli studenti del nostro Comprensivo. Tutti, anche quelli che hanno avuto una valutazione inferiore, hanno affrontato l’esame in maniera seria e preparata. Hanno sentito l’importanza dell’esame». Il riconoscimento è stato anche un premio alla scuola, quella pubblica e di provincia, troppo spesso denigrata, ma perfettamente in grado di riconoscere chi merita e di valorizzarlo.

Oltre agli Ottimi, la dirigente ha premiato il ragazzi vincitori del concorso interno per la realizzazione del disegno che è andato in copertina del diario scolastico, uno per le elementari e uno per le medie. Si tratta di Giulia Corti, Giada Ciulli e Francesco Ammannati.

Gli studenti premiati hanno ricevuto il riconoscimento del loro impegno scolastico e a loro sono stati consegnati gli attestati del loro merito scolastico e i libri, uno per ciascuno, offerti dalla libreria Mondadori Disco Shop di Poggibonsi oltre a degli abbonamenti al cinema teatro Politeama per i dieci e dieci e lode.

La cerimonia ha visto un intervento musicale di Antonio Morelli, professore di Musica, e di Francesco Scuriattiì che alla tastiera ha eseguito Life on Mars di David Bowie e Take on me degli A-ah

Alla manifestazione, che si è tenuta nella sala riunioni della scuola elementare Vittorio Veneto, hanno partecipato anche Franco Burresi, insegnante, e Mauro Minghi, ex dirigente scolastico proprio alla scuola elementare Vittorio Veneto oggi sede dell’Istituto Comprensivo 1, autori del volume “Poggibonsi – Dalla fondazione di Poggiobonizio al ‘700 Storia, letteratura, cronaca, aneddoti, curiosità”. Durante la presentazione del libro, è emerso come Poggibonsi abbia fin da sempre una vocazione economica commerciale importante nel cuore della Valdelsa. Il libro racconta la storia di tutti i giorni, la quotidianità, e gli episodi legati a personaggi nel cuore di Poggibonsi come San Lucchese e Usiglia. Un libro che è anche un modo per tramandare e far conoscere la storia e la cultura di una città anche a chi in questa città non ci è nato.

Questi i ragazzi premiati per l’eccellenza scolastica:

Dieci e lode: Alessandro Belfiori e Bianca Arenella

Dieci: Matteo Orlandi

Nove: Mirko Aresti, Gabriele Bettarini, Cesare Iacoponi, Asia Pieri, Lorenzo Sardelli, Camilla Lisi, Elena Lorini, Omar Said Warsame, Pietro Zanotelli, Alessandro Casagli, Siona Hoxhaj, Duccio Pieri, Matilde Tarocchi, Lunya Carnazza, Matilde Cini, Duccio Bandinelli, Tommaso Faraoni, Matteo Ricci, Guya Scaringi, Sabrina Sprugnoli, Angelica De Pietro, Lirije Katreli

 

Comunicare è crescere